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giovedì 8 aprile 2010

Che cos'è un gruppo?

Come spesso accade con i termini abusati nella nostra lingua di tutti i giorni, se ci chiedessero di dare una definizione di gruppo difficilmente saremmo in grado di produrre un qualcosa di esaustivo ed univoco. D'altronde la parola si situa all'intersezione di molte discipline più o meno attigue (psicologia, sociologia, comunicazione..) e dunque ha confini sfumati. Certo per parlare di gruppo non è sufficiente la compresenza di più persone, come può avvenire ad esempio in coda ad un supermercato, poiché fra di loro intercorre un legame estremamente debole. In questo caso si può parlare al massimo di aggregato.
Un gruppo di persone è piuttosto un insieme di individui che si riunisce in un luogo, ma con delle finalità comuni più o meno dichiarate ed esplicite. Le persone portano con sé delle caratteristiche fisiche, psicologiche, attitudinali, caratteriali, relazionali, emotive ed affettive, che sono determinate dalla storia passata, dalla situazione presente e dalle aspettative future.

Possiamo definire ogni persona come un'unità complessa, aggiungendo che ha come altra peculiarità quella di avere la capacità dinamica di modificarsi e di modificare l'ambiente circostante. Il grado di plasticità che ogni persona possiede è molto variabile e può andare da una capacità minima di cambiamento alla massima disponibilità. Un incontro di gruppo per svolgere un'attività strutturata e finalizzata, implica che le persone dovranno adattarsi alla situazione e quindi operare un cambiamento, anche minimo, di una o più caratteristiche personali. Parliamo in questo caso particolare del concetto di identità che in una situazione di gruppo viene messa in gioco, cioè ridiscussa. Non facciamo riferimento all'identità anagrafica e alle caratteristiche fisiche, che non vengono minimamente intaccate, quanto piuttosto alle peculiarità interne delle persone come ad esempio le emozioni, gli affetti, i pensieri, il carattere, le quali per la loro innata plasticità sono soggette alle dinamiche dell'adattamento e del cambiamento. Può succedere che una persona dal carattere mite in una particolare situazione di gruppo diventi ansiosa e agitata come che un'altra persona solitamente loquace diventi improvvisamente taciturna. La casistica presenta un'infinita varietà di cambiamenti nell'identità delle persone che sarebbe impossibile elencare, ma delle quali non si deve rimanere sorpresi. Dallo scambio e dalle relazioni che si sviluppano tra le varie identità individuali si va formando nel tempo ciò che definiamo l'identità di gruppo, nella quale i vari componenti si riconoscono. Il gruppo, come anche la sua identità, non è semplicemente la somma delle varie persone che lo compongono, ma è il risultato dell'interazione delle parti che ognuno mette in gioco per realizzare le finalità dell'incontro, oppure per ostacolarle.

Sintetizzando la definizione che diede Kurt Lewin, uno dei pionieri della psicologia sociale, possiamo affermare che un gruppo è un insieme dinamico di elementi interdipendenti e interrelazionati tra loro, con un obiettivo in comune e delle regole sia interne (ciò che è ammesso o meno dentro il gruppo) sia esterne (in che modo il gruppo si relaziona con ciò che gli è esterno).

I componenti del gruppo hanno ruoli e compiti definiti, che implicano una rete di aspettative reciproche tra di essi, ma solitamente in una cooperazione efficace i ruoli sono mutabili nel tempo, per non opprimere l'ambizione di miglioramento di chi li ricopre. Benché i gruppi siano sempre dotati di "confini" che definiscono ciò che è dentro e ciò che resta fuori, essi si creano e si modificano costantemente, e non è necessario che il riconoscimento del gruppo venga dall'interno dello stesso, avviene anzi spesso il contrario. Il senso di appartenenza, ovvero il grado di identificazione di un soggetto con il proprio gruppo, è un buon indicatore del grado di coesione interna, e nel caso tocchi livelli troppo alti è generalmente un indice di rischio di conflitti con altri gruppi o soggetti esterni. Per scongiurare questo pericolo è buona norma fare esperienza di più gruppi contemporaneamente (ad esempio per un adolescente scuola, sport, amicizie..), onde evitare l'assolutizzazione di un solo punto di vista e favorire invece la mediazione tra obiettivi diversi tutti riconoscibili come legittimi. Andrea Martelli Articolo tratto dalla tesi Psicologia e comunicazione nella squadra sportiva

venerdì 5 marzo 2010

Cerchiamo foto di coppie omosessuali per la copertina di Pegaso

In occasione del lancio della campagna per il nostro diritto al matrimonio, anche il prossimo numero di Pegaso, in uscita a metà marzo, avrà uno spazio dedicato alle coppie omosessuali.
In questo periodo in particolare, sia Arcigay che Arcilesbica cercano di cogliere tutte le occasioni e tutte le opportunità per parlare del nostro diritto al matrimonio.
Il giornale Pegaso ha pensato quindi di dedicare la copertina del n° 20 allo slogan che sarà scelto per le iniziative di Arcigay, iniziative di sensibilizzazione ed ad una bella foto di una coppia gay o lesbica italiana visibile e felice.
Vi invito quindi a segnalarmi e/o inviarmi all' indirizzo verona@arcilesbica.it o info@arcigayverona.org immagini di coppie gay o lesbiche che si guardano negli occhi, si scambiano gesti di affetto, si baciano, sfilano mano nella mano ad un Pride... a voi la scelta creativa. La più bella sarà utilizzata per la copertina del prossimo Pegaso.
Vi ricordo che le immagini devono essere in alta risoluzione e che devono essere inviate entro lunedì 8 marzo.
Grazie per la collaborazione.

martedì 6 gennaio 2009

Nulla ora avrà più importanza.

I miei genitori mi hanno chiesto se sono gay.
E ho detto, "Ha importanza?"
Loro hanno risposto, "No, non molta".
Io ho detto loro, "Sì, sono gay".
Loro hanno risposto, "Stai fuori dalle nostre vite".
Immagino fosse importante.
Il mio capo mi ha chiesto se sono gay.
Io ho detto, "Ha importanza?"
Lui mi ha risposto, "No, davvero".
Io ho detto, "Sì, sono gay".
Lui mi ha risposto, "Sei licenziato, frocio".
Immagino che fosse importante.
Un mio amico mi ha chiesto se sono gay.
Gli ho detto, "Ha importanza?"
Lui mi ha risposto, "No, davvero".
Gli ho detto, "Sì, sono gay".
Lui mi ha risposto, "Non considerarmi più tuo amico"
Immagino fosse importante.
Il mio compagno mi ha chiesto, "Mi ami?"
Gli ho detto "E´ importante?"
Lui mi ha risposto, "Sì"
Gli ho detto, "Ti amo".
Lui ha risposto, "Fatti abbracciare".
Per la prima volta qualcosa nella mia vita ha importanza.
Il mio Dio mi ha chiesto, "Ami te stesso?"
Gli ho detto, "Ha importanza?"
Lui mi ha detto, "Sì"
Gli ho chiesto, "Come posso amare me stesso? Sono gay."
Lui mi ha detto, "E´ così che ti ho fatto".
Nulla ora avrà più importanza.

giovedì 17 luglio 2008

Solo il vento lo sa

Non mi fa paura la mia Sieropositività ma l' ignoranza delle persone e questo mi fa sofrire, dentro, non penso di essere il solo ma quanti hanno avuto il coraggio di dirlo senza temere che chi ti sta di fronte non si giri o faccia una smorfia di sdegno.
Ma, batti i pugni e vai avanti e se nella tua strada trovi un tuo simile in difficoltà, non girati dall' altra parte e poi accelerare il cammino, per non sporcarti il vestito, ma fermati e aiutalo, e offrigli il tuo sorriso.
Un bacione e un abbraccio forte a tutti.

Solo il vento lo sa
(Bruno Ferrero)

Un mattino il soffione fu afferrato dalle dita invisibili e forti del vento. I semi partirono attaccati al loro piccolo paracadute e volarono via, ghermiti dalla corrente d'aria. "Addio... addio", si salutavano i piccoli semi. Mentre la maggioranza atterrava nella buona terra degli orti e dei prati, uno, il più piccolo di tutti, fece un volo molto breve e finì in una screpolatura del cemento di un marciapiede. C'era un pizzico di polvere depositato dal vento e dalla pioggia, così meschino in confronto alla buona terra grassa del prato. "Ma è tutta mia!", si disse il semino. Senza pensarci due volte, si rannicchiò ben bene e cominciò subito a lavorare di radici.
Davanti alla screpolatura nel cemento c'era una panchina sbilenca e scarabocchiata. Proprio su quella panchina si sedeva spesso un giovane. Era un giovane dall'aria tormentata e lo sguardo inquieto.
Nubi nere gli pesavano sul cuore e le sue mani erano sempre strette a pugno. Quando vide due foglioline dentate verde tenero che si aprivano la strada nel cemento. Rise amaramente: "Non ce la farai!
Sei come me!", e con un piede le calpestò. Ma il giorno dopo vide che le foglie si erano rialzate ed erano diventate quattro. Da quel momento non riuscì più a distogliere gli occhi dalla testarda coraggiosa pianticella.
Dopo qualche giorno spuntò il fiore, giallo brillante, come un grido di felicità. Per la prima volta dopo tanto tempo il giovane avvilito sentì che il risentimento e l'amarezza che gli pesavano sul cuore cominciavano a sciogliersi. Rialzò la testa e respirò a pieni polmoni. Diede un gran pugno sullo schienale della panchina e gridò: "Ma certo! Ce la possiamo fare!". Aveva voglia di piangere e di ridere. Sfiorò con le dita la testolina gialla del fiore.
Le piante sentono l'amore e la bontà degli esseri umani. Per il piccolo e coraggioso dente di leone la carezza del giovane fu la cosa più bella della vita.
Non chiedere al vento perché ti ha portato dove sei. Anche se sei soffocato dal cemento, lavora di radici e vivi. Tu sei un messaggio.

martedì 15 luglio 2008

Ci sono donne


Ci sono donne che camminano controvento da una vita,
ci sono donne che hanno occhi profondi come oceani,
ci sono donne che cambiano pelle per amore,
ci sono donne che donano il loro cuore
per poi ritrovarsi a raccattarne i cocci da sole,
ci sono donne che in silenzio fanno ballare
la propria anima su una spiaggia al tramonto,
ci sono donne che chiudono gli occhi ascoltando
una musica lenta che rendendo più salate le loro lacrime,
ci sono donne che con orgoglio ma con il nodo
in gola rinunciano alla felicità,
ci sono donne che con i loro occhi fotografano
quegli splendidi ma così fugaci attimi in cui
si sentono abbracciate dall'amore sperando
di mantenerli vivi e colorati per sempre,
ci sono donne che hanno fatto
un nodo per ogni loro lacrima
sperando che arrivi qualcuno a scioglierli.
Se ti fermi un istante le puoi sorprendere mentre
lottano contro il proprio istinto mentre fanno
passeggiare il proprio dolore a piedi nudi
affrontando onde che ad ogni mareggiata
sono sempre più minacciose.
Non fermare il cuore di una donna, niente vale di più...
non far piangere una donna,
ogni lacrima è un po'di lei stessa che se ne va. Chiara De Felice.

domenica 17 febbraio 2008

Negli occhi tuoi


Lascio la pioggia cadere e portare via le mie lacrime.
Lascio questo supplire la mia anima e affogare le mie paure.
Lascio questo distruggere i muri  per il nuovo,
nuovo sole.
Dove c’era oscurità adesso c’è luce.
Dove  c’era dolore adesso c’è allegria
Dove c’era debolezza io ho incontrato forza
Negli occhi di una ragazza. . .
Voglio essere il viso che tu vedi quando chiudi gli occhi.
Essere il tocco che tu hai bisogno tutte le notti.
Voglio che tu abbia bisogno di me come dell´aria che tu respiri.
Voglio che tu mi veda in ogni sogno che hai.
Voglio guardare in fondo alla tua anima ed essere il mondo per te.
Voglio  il tuo bacio più profondo.
Voglio tu abbia bisogno di me.
E in un cielo limpido dipingerò il tuo viso.
Perché io ho bisogno di te
Perché ho bisogno di te. . .

lunedì 4 febbraio 2008

Dedicato ad ALFREDO ORMANDO

Piccola Fiamma Coraggiosa, tu sei vivo, e vivi con noi.
Dedicato A me, a te, a chi come noi viene ancora giudicato sul perchè AMA.
Mamma
perchè mi guardi così?
Mamma
preghi per me? perchè Dio mi renda normale?
eppure è stato lui a farmi così;
Mamma
preghi per la mia salvezza? nel mondo degli uomini
o nel mondo di Dio?
mamma
come dirti, che manco di rispetto al tuo onore,
per amare come amo
e non me ne vergogno.
Mamma
vuoi che ti parli di me, della gioia di una mano stretta all'aria aperta,
poi la paura, l'abbandono, la morte dentro.. sono un mostro.
Mamma
come spiegarti che tanto vicino sono al tuo amore,
che gli occhi che amo ti assomigliano.
Mamma
cullami, tieni ancora con te, il mondo è cattivo e non mi vuole.
Mamma,
non piangere, se voglio morire, piangi per chi mi ha dato fuoco,
io sarò felice, credo nel Dio, che mi aspetta a braccia aperte.

SEI TU VALERIA


Incrocio il tuo sguardo e vedo in tè
la sorgente di acqua limpida e pura,
il pensiero di donna con il cuore dolce di una bimba,
la timidezza di un cerbiatto che fugge via,
il soffio di vento tra i capelli che mi sfiora e svanisce.
Io ti guardo rondine che prende il volo
muovendo le ali del tuo futuro.
Resto quì e sogno la tua felicità.
Guardo attraverso quelle lenti
i tuoi occhi profondi che restano nella mia mente,
che riempono il mio cuore
e osservo mentre ti allontani.
Vola verso la felicità.
Sei tanto bella e vorrei volare con te,
ma le mie ali sono spezzate,
i miei sogni svaniti.
Lascio che tu vada
aspettando di vederti passare
e leggere nel tuo sguardo
che hai trovato quello che meriti:
un nido dove fermarti.
Un nido pieno d' amore e felicità

martedì 29 gennaio 2008

I CINQUE SEGRETI DI UNA LESBICA FELICE


1. E' molto importante trovare
una donna che condivida con te la responsabilità e i compiti della casa e
che abbia un buon lavoro.
2. E' importante trovare una donna allegra,
che sappia godere del ballo, delle passeggiate e che ti faccia ridere.
3. E' importante trovare una donna tenera dalla quale si possa dipendere
affettivamente ma che non ti sottometta e inoltre che non menta.
4. E' importante trovare una donna che sia una buona amante e adori fare sesso
con te.
5. E' molto, ma molto importante che queste 4 donne non si
conoscano tra loro.

Bella, bella, bella

Sei mia.
Bella come una stella che brilla.
La tua luce che mi scalda il cuore.
La tua voce che mi inebria la mente.
Il tuo calore mi avvolge e mi svuota la mente.
Bella coi tuoi occhi profondi.
Il tuo corpo esile ed armonioso.
Il tuo passo sicuro e morbido.
Il tuo viso stupendo e luminoso.
Bella come te non esiste nessuna.
Bella come chi porta dentro tanto amore.
Tutto l'amore che solo tu sai dare.
Tutto l'amore che ti rende la cosa al mondo.
La più stupenda e meravigliosamente.
Bella, bella, bella.

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